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Lettera del Presidente Marco Silanos

Carissimi,
in questi giorni in cui il nostro Paese sta affrontando un’emergenza sanitaria che ci vede coinvolti come singole comunità e come sistema, desidero esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza a tutti voi e alle vostre famiglie.
La situazione in cui versiamo è del tutto eccezionale, e non è dato sapere quanto durerà: l’incertezza legata al fattore tempo è la prima difficoltà che ognuno di noi sta affrontando.
Ma, proprio per non rischiare che questa situazione sia vissuta come una “sorta di alibi”, su cui scaricare le nostre responsabilità e possibilità di azione, mi sto domandando se è possibile imparare qualcosa anche da un momento come questo.

Che cosa dunque stiamo facendo e cosa potremmo ancora fare, anche come associazione, per aiutarci a fronteggiare questo periodo?
Sicuramente l’evoluzione e la diffusione della malattia, che ha portato in queste ore all’emanazione di un decreto governativo con nuove limitazioni, avrà ripercussioni importanti sulle nostre attività economiche e sociali condizionando la nostra vita, quella dei nostri familiari e dei nostri collaboratori.
Si sente, pertanto, forte il richiamo a dare un contributo straordinario, sia in termini professionali sia in termini di disponibilità. Penso che la grandezza di tutti voi e del nostro lavoro sia invece, in un momento come questo, la conferma del bene che ogni giorno costruiamo insieme, indipendentemente dalla presenza del Coronavirus.
Allora la prima considerazione è se questo fatto ci ha colti realmente insieme. Evidenziare questo dato ci aiuterà a capire in cosa abbiamo riposto la nostra consistenza umana e professionale.
La seconda riflessione tocca da vicino la nostra Associazione. Il nostro essere insieme segna l’inizio di un lavoro che non può tralasciare l’aiuto alle imprese. Allora l’occasione per intercettare i bisogni e le domande dei nostri associati ci richiama ad una più intesa capacità di relazione, ascolto e messa in moto, secondo formule e modalità diverse da quelle finora utilizzate.

Per questo motivo l’Associazione non vi dirà come dovrete gestire le vostre aziende, ma sarà a vostra disposizione per cercare di rispondere ai quesiti che porrete, perché solo così saremo in grado di poter uscire da questa emergenza e ripartire insieme.
Come Associazione ci stiamo confrontando con professionisti ed esperti per capire meglio come aiutarvi secondo le diverse disposizioni che il Governo andrà ad attuare. Anche la nostra attività subirà delle modifiche: per il momento, non potremo più vivere il nostro rapporto con molteplici appuntamenti e incontri che da sempre hanno creato quel valore aggiunto che ci ha aiutato a crescere.
In attesa che la situazione migliori e che si possa ritornare a vivere “normalmente”, vi informo che telefonicamente e attraverso gli strumenti informatici saremo al vostro fianco, certi che questo modo di operare ci permetterà di scoprire nuove opportunità.
Infine, penso che questa emergenza sia arrivata in un momento particolare del nostro Paese, che dava segno di indebolimento, sociale prima ancora che economico. Ognuno si aspetta che le Istituzioni, sappiano comunicare e agire in modo coordinato, efficace e preciso, richiamando ciascuno ai propri compiti.
Ma senza una società civile viva anche gli appelli delle Istituzioni risultano vani. Ecco allora qual è il nostro compito e il nostro ruolo: quello di offrire un luogo a servizio di persone al lavoro.

Non sappiamo cosa accadrà ma siamo certi che in questo periodo potremo riscoprire quel senso di “famiglia” che, sia sul lavoro sia nella vita privata, ci darà la forza di ripartire.
Vorrei concludere con le parole dello scrittore J.R.R. Tolkien, che nel dialogo tra due protagonisti de “Il Signore degli Anelli” attribuisce a Frodo: “Avrei tanto desiderato che tutto ciò non fosse accaduto ai miei giorni”, “Anch’io” annui Gandalf, “come d’altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti.
Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato”.

Buon lavoro a tutti!

Marco Silanos
Presidente Compagnia delle Opere Insubria

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