Intervista a Chiara Toia

INDOVINA CHI | Intervista a Chiara Toia, Direttrice Cooperativa Sociale Jolly Service Onlus

L’ENERGIA DELL’IMPRENDITORE È SEMPRE RINNOVABILE

Ogni volta che qualcosa le è sembrata una gabbia, ha trovato il modo per uscirne e trarne risorse emotive da impiegare per migliorare la situazione. È stato così con l’oratorio, il tennis, una dipendenza alimentare, le trasformazioni lavorative imposte dai fatti e rese opportunità per la sua comunità. Chiara Toia è mamma di 4 bimbi, amante grata della vita, imprenditrice nel campo delle cooperative sociali. La sua indole personale si rispecchia bene nello sviluppo che è riuscita a imprimere nel tessuto profondo di Co.ge.S, cooperativa di produzione lavoro fondata nel 1986 dal padre, dal 2007 diventata Cooperativa Sociale Jolly Service Onlus, la “macchina infernale” come la definiva sua madre, testimone di un coinvolgimento sempre maggiore della famiglia nell’impresa.

La storia nei suoi tratti fondamentali non è dissimile da quella di migliaia di aziende famigliari. Chiara entra dal basso, per vivere l’esperienza concreta del lavoro e comprenderne organizzazione e dinamiche. Consegna i pasti per qualche tempo, fino a che non viene affiancata a Lidia, la collaboratrice storica, alle prese con qualche problema di salute. I momenti cruciali di Chiara le richiedono spesso di trovare un equilibrio complesso tra accadimenti personali e necessità professionali. “La nascita della mia prima figlia e la malattia di mamma sono una delle esperienze più forti e controverse della mia vita. Gioia e dolore si mischiano, senza mai confondersi”. È importante imparare ad accettare stati d’animo controversi, a vivere le situazioni nella loro complessità.

Le sue maternità scandiscono il percorso e il coinvolgimento in azienda, bilanciano la sua attitudine a concedersi interamente a situazioni e contesti, le rendono equilibrio, determinazione e un senso profondo dell’importanza dei valori durante le fasi di crescita. Ogni ostacolo diviene un punto di svolta, dal quale trarre una visione, un’idea, una forza nuova che trova sempre il suo fulcro nelle persone. Sono loro l’elemento e il capitale che Chiara sente di dover valorizzare. Il senso di appartenenza diviene l’obiettivo a cui far tendere ogni attività di formazione, dall’onboarding dei nuovi collaboratori agli eventi interni. “Abbiamo imparato a raccontare. Migliora il clima, rende chiaro il valore della responsabilità reciproca”.

Puntare sulle persone per Chiara significa intendere l’impresa come un luogo di incontro e di relazione che va oltre la semplice erogazione del lavoro. Le attenzioni sono reali, continue e costruiscono valore umano e professionale. L’open day per le famiglie dei dipendenti tanto quanto lo sportello di dialogo interno per affrontare le normali difficoltà che insorgono nel corso di una vita si sommano alla formazione, al coaching individuale e al team building, perché l’essere impresa significhi essere parte di una socialità diffusa.

“Consapevolezza e conoscenza sono i motori della crescita. In azienda come in Associazione è necessario trovare un palcoscenico dove mettere in atto un rinnovamento continuo”. La fatica nel trovare soluzioni e opportunità non è il problema, quanto piuttosto l’isolamento in cui spesso ci si trova. Ecco: per Chiara cooperativa sociale, non è solo la ragione giuridica del suo fare impresa, ma la volontà strenua di dare vita ad una comunità prima umana e poi produttiva, dove l’energia dell’imprenditore si rinnovi continuamente.

 

 

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