QUANTE DIMENSIONI HA IL FUTURO
Daniele Barbone ha iniziato dalla parte opposta. Non imprenditore, non consulente: controllore. Guardia di Finanza, Provincia, ARPA. Gli anni in cui le norme ambientali erano paletti da far rispettare e le aziende erano talvolta controparti da sanzionare. Poi la consapevolezza. “Al di là del mio ruolo istituzionale impegnato a garantire la più efficace tutela ambientale possibile, potevo operare non in una logica di controllo, ma di lavoro al fianco degli imprenditori”. Da quella svolta culturale nasce BPSEC, a metà degli anni 2000, per implementare le soluzioni utili a garantire la continuità dell’impresa in una logica di perfetta integrazione ambientale. Nel 2026 sono vent’anni. Più di 200 clienti, venti tecnici, due anime: la misura – laboratori per analisi su acqua, aria, rifiuti, terreni – e la consulenza sulle attività di sostenibilità ambientale. Non in alternativa, ma insieme.
Il 2015 è l’anno in cui tutto cambia in maniera definitiva e irreversibile. Tre eventi concomitanti ridefiniscono il perimetro della conversazione: l’Agenda 2030 con i suoi 17 obiettivi sancisce una volta per tutte che “la sostenibilità ha tante dimensioni. Si capisce che si può fare impresa avendo all’interno tutte le leve per agire nel rispetto dell’ambiente, valorizzando le persone e condividendo la strategia con tutti gli stakeholder”. Poi l’Enciclica di Papa Francesco sull’ecologia integrale, che porta l’uomo e la natura in una visione comune per la prima volta in duemila anni di storia della Chiesa. Infine l’Accordo di Parigi, firmato da 193 Paesi per far fronte nel contrastare i cambiamenti climatici. “Questi tre fatti sono l’innesco di tante conseguenze. Sono una rivoluzione culturale non ancora del tutto compresa, ma sono il vero punto di svolta. Non si torna più indietro”. La sostenibilità multidimensionale non è più un’opzione. È la traiettoria obbligata. E le imprese ne sono protagoniste.
C’è un corto circuito che Daniele incontra spesso: la sostenibilità percepita come somma di obblighi, costi, burocrazia. Un peso esterno che arriva dall’alto. Quando invece è esattamente il contrario. “Noi piccoli imprenditori abbiamo come vocazione naturale, che l’impresa ci sopravviva. La logica della sostenibilità dice che dobbiamo garantire alle generazioni future le stesse possibilità di accesso a tutti i fattori ambientali, sociali, di governance che oggi sono presenti. L’imprenditore è forse l’uomo più votato alla sostenibilità in assoluto, perché è colui che guarda il futuro anche oltre se stesso”. Guardare alla sostenibilità come somma di meri adempimenti è quanto di più antitetico esista rispetto alla natura dell’imprenditore.
“L’imprenditore vuole sentirsi libero. Le nostre competenze devono trasformare le regole in strumenti comprensibili, con la minore difficoltà implementativa possibile. In questo modo, anche il piccolo medio imprenditore ti segue”. Anche chi lavora nel suo capannone dagli anni Ottanta, con tanta dignità e sacrificio, può capire che gli standard di oggi servono a costruire il futuro che lui stesso desidera.
Per testimoniarlo in maniera diretta, Daniele ha compiuto una scelta di sostenibilità totale. Ha attraversato dieci deserti a piedi. La foresta amazzonica. La giungla dei Caraibi, due volte. Non è atletica. È coerenza. “Walk the talk: cammina nelle parole che i tuoi passi possono concretamente dimostrare. Andare a piedi per le aree più impervie del mondo lo puoi fare solo con le tue forze, che sono una quantità definita. Lo puoi fare avvalendoti della miglior preparazione possibile, centellinando le risorse esterne delle quali hai bisogno, in modo da garantire che duri per tutto il tempo necessario”. È la metafora per la sostenibilità più concreta che esiste: misura le risorse che hai, usale con intelligenza, preparati per il lungo percorso.
“Mi ha trasformato. Ho vissuto le tematiche ambientali nel modo più pervasivo possibile, trasformando un concetto astratto – l’ambiente – in un vissuto quotidiano nel quale solo le mie forze potevano determinare il risultato. È l’esaltazione del concetto di sostenibilità”. Quando a 45 gradi hai un quantitativo d’acqua limitato al giorno, non servono più le spiegazioni teoriche. Capisci, nel modo più fisico e immediato, cosa significa davvero gestire le risorse, pensando al giorno successivo. Ed è esattamente quello che un imprenditore fa, o dovrebbe fare, ogni giorno della sua vita professionale.








