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Intervista a Giacomo Capra

INDOVINA CHI | Intervista a Giacomo Capra, Chief Financial Officer Fratelli Alberti

IL LAVORO E LA RICERCA DELLA FELICITÀ

“Come è fatta un’azienda, come viene gestita, come si sviluppa. Ho scelto di studiare economia perché volevo comprendere i meccanismi profondi delle imprese e conoscere le competenze indispensabili ad un imprenditore”. La ricerca di Giacomo Capra, Chief Financial Officer Fratelli Alberti, parte da una visione umana, se non vogliamo chiamarla un’intuizione umanistica: quando si crea aggregazione su di una mentalità, si dà vita ad un’opportunità che va ben oltre la performance. Al centro di questa convinzione, che ha costruito attraverso studi ed esperienza, Giacomo pone il lavoro come più profonda e completa espressione della persona, momento più prossimo a ciò che si può definire felicità. È necessario ascoltarlo con attenzione e conoscerlo nei suoi risvolti più personali, questo giovane imprenditore della meccanica con un recente passato nella moda e nel lusso.

“Le persone sono la base dell’impresa. Il lavoro copre un aspetto di realizzazione personale che confina con la felicità, fuori da ogni ossessione per i risultati”. Non ci troviamo davanti a un oltranzista del successo e del profitto. Semmai ad un ragazzo di 36 anni, che non ha avuto timore a mettersi in gioco passando dall’area amministrativa a quella gestionale, dal ruolo di manager a quello di imprenditore. “Mi sono preparato per assecondare la mia volontà di fare qualcosa in prima persona, assumendomi responsabilità maggiori rispetto a quelle di un’area specifica. Per me l’imprenditore ha questa attitudine e questo coraggio”.

Dopo i primi anni di lavoro presso brand di rilievo internazionale come Fratelli Rossetti e Missoni, Giacomo approda nel 2019 alla Fratelli Alberti, che produce macchine per la lavorazione della pelle, nel momento in cui la seconda generazione sta passando la mano alla nuova leva di famiglia. Gli viene proposto un coinvolgimento diretto nell’azienda, con la prospettiva di ottenere quote societarie e affiancando la nuova prima linea imprenditoriale.

“La volontà di costruire insieme, soci ed operai, è stata la ragione che mi ha spinto a fare il salto in ruoli manageriali e nel coinvolgimento completo nell’impresa”. Tra le eredità che prende in carico c’è anche una partecipazione decennale dell’azienda in Compagnia delle Opere Insubria. Per Giacomo è un’esperienza nuova, una conoscenza lenta che diviene sempre più coinvolgente, per poi trasformarsi “in una ricchezza umana preziosa. Ho scoperto un’associazione che fa crescere l’imprenditore.

Ancora una volta è il rapporto con le persone a segnare la differenza, a creare l’opportunità di un confronto tra esperienze, di una condivisione di conoscenza, indispensabile come strumento per orientarsi nelle decisioni quotidiane come nelle scelte strategiche. Per arginare l’attuale contesto economico e sociale che non aiuta a superare i rischi di fare impresa.
Si dice che la felicità si nasconda nelle piccole cose. Scoprirla nell’incontro con le persone e rafforzarla ad ogni occasione di approfondimento e di formazione permette di superare ogni barriera di mancanza di tempo o di urgenza operativa.

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