ACCOMPAGNARE I TEMPI
Storia di un contabile divenuto informatico: può essere una buona sintesi per riassumere il contenuto e l’atmosfera dell’incontro con Giacomo Palumbo, Amministratore Delegato Gecal Informatica. Se c’è qualcuno che può dare sostanza e immagine a una delle strofe più memorabili della canzone italiana, quello è Giacomo: l’impresa eccezionale è essere normale. La sua storia ha inizio come ragioniere impiegato in amministrazione e quindi a diretto contatto con le macchine elettrocontabili, che allora tra gli anni ’70 e ’80 erano per la maggior parte a marchio IBM.
“Leggere le esigenze nel momento in cui si manifestano e applicarsi per trovare una soluzione” la sua filosofia coincide con la pratica che è capace di mettere in atto. Con la competenza di chi ben conosce le necessità specifiche, impara a scrivere codice in linguaggio RPG2, utile a personalizzare i sistemi operativi sulle macchine con le quali lui e i colleghi delle amministrazioni aziendali devono confrontarsi. È il motore, che dopo qualche anno, nel 1985, lo porta insieme a un gruppo di soci amici informatici a fondare Gecal Informatica, software house specializzata in programmi amministrativi, oggi società di consulenza applicativa gestionale per le imprese.
In questi 40 anni l’impegno di Giacomo è stato sempre quello di rimanere in linea con il cambiamento, dettato dal procedere dei tempi e della tecnologia. Contesto e strumenti. “Saper leggere questo binomio e specializzarsi”: la ricetta può sembrare semplice, ma gli ingredienti per realizzarla sono rari. Servono competenza e capacità di fare, le hard skills, che oggi spesso vengono messe in secondo piano. “La tecnologia ha un passo diverso rispetto a quello delle aziende, che rischiano così di trovarsi davanti ad urgenze non più rimandabili”.
Fin dagli inizi della sua attività, Giacomo punta sull’aggiornamento tecnico e le competenze che permettono di renderlo disponibile. Il punto di incontro di queste istanze sono le persone. Ieri come oggi, il vero capitale da reperire e sul quale poi investire è umano. Anche quando la conoscenza tecnica è dominante, la qualità del lavoro è garantita dalle persone e dai valori che le ispirano. Per Giacomo serietà, onestà e trasparenza sono le linee guida della policy personale e professionale. “Per la mia impresa ho cercato continuità operativa a partire dallo stile di relazione con i clienti e dal modo di intendere la gestione dei dipendenti”. Oggi, con la moglie da anni presidente del consiglio di amministrazione responsabile della gestione finanziaria e le due figlie che lo affiancano in azienda, questa visione continua a mettere alla base dell’impresa di famiglia la responsabilità nei confronti di altre famiglie e delle loro vite.
La semplicità non ha nulla a che fare con la facilità. Così come la complessità con le difficoltà. Ed è su questo asse che l’incontro con Giacomo diventa uno di quei momenti nei quali prendere coscienza che tenere i piedi ben saldi a terra non preclude la possibilità di allargare lo sguardo. Quel tanto che basta per accorgersi che non è necessario fare grandi previsioni, ma piuttosto leggere con prontezza il presente e agire di conseguenza. L’utilità di ciò che si propone deve essere in linea con i tempi in cui si esprime la richiesta.
Essere fedeli e capaci di tenere questa linea per 40 anni rappresenta un talento, che le associazioni come Compagnia delle Opere Insubria devono essere capaci di intercettare e poi di mettere a disposizione dei territori in cui operano. Perché è parte della tradizione d’impresa italiana e l’innovazione che genera è il patrimonio più concreto a disposizione del presente e dell’immediato futuro.

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