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Intervista a Michele Castagna

INDOVINA CHI | Intervista a Michele Castagna

IL VANTAGGIO DIGITALE: COME VENDERE DI PIÙ E MIGLIORARE LA PROPRIA VITA

“Bari, Matera, Ferrara, Brescia, e da qui in Europa e nel mondo. Chi pensa di far soldi solo con la formula del Made in Italy è in forte e colpevole ritardo: all’estero vogliono capacità di gestione e professionalità”. L’esperienza di Michele Castagna è ultratrentennale, variegata e solidamente ancorata ad alcune certezze. Dai divani del Gruppo Natuzzi e di Calia Salotti, passando per gli utensili elettrici, i bagni prefabbricati in calcestruzzo alleggerito, le serrature e le maniglie di alta gamma, il mondo delle vendite nei mercati internazionali ha esaltato l’entusiasmo del ragazzo laureato in lingue straniere, per la sua innata volontà di dialogare con Paesi e culture lontani. “45 anni fa non era normale, come lo può essere oggi. Ho inteso le lingue come lo strumento per trovare lavoro nella comunicazione e nel marketing”.

Poi la propensione alla relazione e allo scambio di idee e progetti lo ha portato a consolidare la sua professione in campo commerciale internazionale. Nel 2009, la svolta: da Export Manager a tempo pieno a Temporary Export Manager. Non è questione di “job title”: ancora una volta c’è un’intuizione, che da dettaglio diviene elemento di trasformazione determinante.

“La tecnologia stava entrando in maniera importante nella vita quotidiana di tutti noi, grazie alla diffusione di internet e alla banda sempre più larga”. Michele ne comprende l’opportunità e i vantaggi che ne possono derivare. I risultati di vendita, gli obiettivi strategici di medio e lungo termine, per lui devono coniugare maggiore fatturato e più cultura. Muta il ritmo e la modalità del suo lavoro: al posto della valigia e dell’aereo, subentrano le sempre più approfondite ricerche on-line, il primo contatto via posta elettronica, le videochiamate con Skype agli esordi, e poi a trattativa avviata, la definizione con un incontro, una stretta di mano, il contratto. “Spiegare questo nuovo sistema alle aziende con cui collaboravo non è stato semplice”. Il risultato sono imprenditori e collaboratori sorpresi e soddisfatti, entusiasti del metodo di ricerca e di sviluppo digitale delle relazioni commerciali.

“Ottimizzazione dei tempi, controllo dei costi, aumento della produttività”: sta tutta qui la trasformazione di cui Michele è protagonista, nel suo lavoro e nella cerchia di persone che è in grado di coinvolgere, sia all’interno che all’esterno delle aziende con le quali collabora. Nel corso degli anni la sua attività si è strutturata in modo tale da consentirgli di collaborare, in contemporanea, con una decina di aziende, anche operanti in settori totalmente distinti tra loro, tutte gestite per buona parte da remoto, con l’ausilio di caselle di posta ufficiali aziendali, così da essere percepito come un classico Export Manager assunto a tempo pieno.

La rete di professionisti di fiducia, a cui è delegata l’attività di ricerca commerciale digitale, sistematica, concreta, misurabile, lo rendono oggi un imprenditore… della managerialità, con più tempo da dedicare alla formazione personale, come il conseguimento della certificazione che attesta, anche in ambito europeo, le competenze in tema di export ed internazionalizzazione.

“Gli imprenditori devono essere generatori di benessere oltre che di profitto”. Il rispetto per le persone è centrale, nella proposizione di quello che Michele chiama il work-life balance, ovverosia la qualità della vita che lega aspetti professionali e necessità personali. È questo elemento che fa da traino alla sua recente partecipazione a Compagnia delle Opere Insubria e che lo porta a condividere il suo punto di vista riguardo l’opportunità digitale e l’integrazione della tecnologia: non da tecnico, ma da persona capace di rilevare ciò che effettivamente occorre alle aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni.

Oggi la necessità più rilevante, per chi sviluppa lavoro all’estero, sta nel raggiungere e mantenere un livello di continuo miglioramento, non tanto nella realizzazione dei prodotti, rispetto ai quali gli imprenditori italiani non sono secondi a nessuno, ma in particolare dei servizi e della relazione: precisione nella gestione degli ordini, tempestività nelle risposte, etica commerciale ed umana. In una sola parola: affidabilità. Su questa piattaforma di dialogo messa a disposizione da Compagnia delle Opere Insubria, si gioca l’opportunità di crescita per i territori. La tecnologia, dal 5G all’Intelligenza Artificiale, è il più valido degli strumenti, ma non di certo un sostituto del pensare, del sentire e dell’agire umano.

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