Intervista a Paola Diana

INDOVINA CHI | Intervista a Paola Diana, Founder e CEO di The British College of Varese e provincia

NESSUNO MI HA MAI DISTURBATO

Questa frase accompagna ogni racconto, ogni ricordo, ogni prospettiva di Paola Diana. È un vero e proprio vessillo, il riflesso di un’attitudine aperta e di un desiderio costante di superare i confini. Forse è l’eredità che le hanno lasciato i suoi genitori quando, più di 50 anni fa, le proposero di trasferirsi a Londra. Oggi questa scelta è comune, spinta dalla moda e dalla convinzione che il confronto con altre culture sia essenziale in un mondo interconnesso. Ma negli anni ’70 era un’avventura audace.

“Quando sono tornata, avevo alcune certezze e qualche carta da giocarmi.” All’epoca, l’inglese era poco diffuso e spesso considerato freddo e distante rispetto alla ricchezza espressiva dell’italiano. Eppure, nel tempo, è diventato la lingua universale non solo per il business, ma per chiunque voglia creare connessioni oltre i confini nazionali.

“La mia sfida è sempre stata far superare il timore di parlare, far capire che esprimersi in un’altra lingua non è solo una competenza tecnica, ma un’attitudine profondamente umana.” Con questa convinzione, Paola ha fondato The British College, molto più di una scuola di inglese: un’esperienza di apprendimento gioiosa, dinamica e personalizzata. “Insegnare agli adulti significa entrare in profondità nelle loro paure e nei loro blocchi. I bambini, invece, sono più aperti, spontanei, pronti.”

Così, la sua visione è diventata un metodo: creare una vera e propria community. Gli adulti si iscrivono per migliorare le loro capacità linguistiche in un contesto sempre più internazionale, scoprendo che l’apprendimento può essere coinvolgente e divertente. Molti di loro, imprenditori, decidono poi di estendere la formazione ai propri collaboratori. E quasi tutti, come genitori, intuiscono il valore di iniziare da piccoli, iscrivendo i figli a un percorso didattico naturale e giocoso. Il passaparola fa il resto: il metodo British College si diffonde e si rafforza, fino a coinvolgere anche le scuole private frequentate dai bambini. Farne parte significa riconoscersi non solo nella lingua, ma in un approccio educativo positivo e inclusivo.

“Insegnare davvero significa aiutare le persone a concentrarsi sui loro sogni.” Quella che potrebbe sembrare una frase motivazionale diventa un metodo concreto: Coding è l’approccio di The British College per l’apprendimento dai 0 ai 6 anni. Ogni impresa nasce da un’intuizione e dalla capacità di trasformarla in realtà. Forse, dai suoi anni londinesi, Paola ha riportato proprio questo: flessibilità, intelligenza, determinazione. Qualità indispensabili per chi sceglie di mettersi in gioco, affrontando il cambiamento, persino quello di una nuova lingua, con la sua grammatica, i suoi suoni, le sue strutture.

“Il primo ostacolo è spesso l’insegnante stesso, formato in modo rigido e incapace di rinnovare il proprio approccio.”

Il cambiamento è in corso, lento ma inarrestabile, guidato da chi sa quanto sia importante motivare sia gli studenti che i docenti. Aprirsi al mondo, dare spazio al bisogno ancestrale di comunicare, instaurare dialoghi, è la scintilla che trasforma ogni relazione in azione. Paola lo sa, così come lo sa Compagnia delle Opere Insubria, che nel confronto e nell’apertura al cambiamento trova la sua essenza.

“Il confronto è l’unico modo che conosco. Nessuno mi ha mai disturbato, quando mi ha avvicinato per parlarmi. Lo dico sempre ai genitori dei nostri bambini.”

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