Intervista a Paolo Fratta

INDOVINA CHI | Intervista a Paolo Fratta, Artist Manager e Amministratore Positiva

ESSERE SERI SENZA PRENDERSI TROPPO SUL SERIO

45 anni, bolognese da generazioni, Paolo Fratta, Artist Manager e Amministratore Positiva, è un viaggiatore. Le migliaia di chilometri macinati attraverso l’Italia e l’Europa sono solo una parte dei percorsi che ha immaginato per arrivare a fondare e dirigere Positiva, società di management e booking artistico per dj, performer e cantanti. “La musica è una costante dai tempi dell’università – giurisprudenza la vocazione di famiglia – e si impadronisce della mia vita con la forza che solo il destino riesce ad avere”.

Il resto della storia è un misto di scelte, cambiamenti, opportunità intraviste e perseguite, che portano fino ad oggi, a ritrovare un Paolo soddisfatto, reso confidente dalle prove che lo hanno convinto su quanto sia importante affrontare le cose con serietà, senza diventare per questo troppo seriosi e concentrati solamente su se stessi.

“È la lezione che mi ha insegnato Mara Maionchi, una donna molto più persona che personaggio”. Andiamo con ordine e partiamo dal 2006, dai giorni in cui Paolo conclude gli studi presso l’Alma Mater di Bologna e un po’ a malincuore decide di lasciare sullo sfondo la passione per la musica e dedicarsi al mestiere di avvocato. Per anni, era stato un dj: 4 sere la settimana a suonare in club e discoteche non sono un passatempo, ma una professione costruita con volontà e qualche sacrificio. Anche se il divertimento e il tempo libero (degli altri!) definiscono il contesto, le capacità organizzative, le competenze tecniche e una spiccata sensibilità per le tendenze, l’immagine e gli aspetti commerciali rappresentano gli ambiti nei quali cimentarsi per diventare dei veri professionisti. La riviera adriatica è l’arduo campo di prova nel quale cimentarsi e il trampolino verso il resto d’Europa. Fatto sta che quando si presenta a colloquio in uno dei più prestigiosi studi legali di Bologna, l’apertura arriva inaspettata e velocissima. “Lo studio seguiva il management di Zucchero e Vasco Rossi, vantava un’esperienza unica in campo musicale ed era in cerca di qualcuno che se ne occupasse a tempo pieno”. Destino vince e sbanca.

8 anni dopo, con una robusta esperienza accumulata nel management artistico e la bruciante sensazione che le possibilità di crescita siano terminate, abbandona lo studio e fonda Positiva insieme al fratello. L’aspettativa e l’entusiasmo sono racchiusi nel nome, citazione di una fortunata società anglosassone ed espressione della loro volontà di creare un ambiente ricco di opportunità per gli artisti, che insieme alla vena creativa portano spesso nel backstage dei palchi qualche incostanza e scarsa fidelizzazione manageriale. Mara Maionchi è una frequentazione costante di questo periodo, un’amicizia tra generazioni che si incontrano e si vogliono bene. Sentimenti simili a quelli che in 20 anni di collaborazione si sono consolidati con Alexia. “Non è un semplice rapporto di lavoro. Quando porti qualcuno in giro per il mondo e gli garantisci di salire su un palco davanti a decine di migliaia di spettatori, mentre è lì che si esibisce è come se ci fossi anche tu. La gente non ti vede, ma l’artista lo sa e tu lo senti addosso. È una sensazione forte e bellissima”.

Il 2019 è ancora una volta anno di grandi cambiamenti. Bologna è intensa e prodiga, ma Milano garantisce visibilità, relazioni e promesse di sviluppo uniche. Paolo sottoscrive un patto con la moglie e i figli: stop alle trasferte con gli artisti, ufficio a Milano da lunedì a venerdì e vita dedicata alla famiglia nel fine settimana. Il piano è perfetto, ma non fa i conti con il Covid che dopo pochi mesi annulla tutto lo show business dal vivo. “All’inizio è stato traumatico, poi ho capito che era l’occasione per ridefinire alcuni rapporti”. Sono questi i giorni nei quali torna in contatto con un amico, conosciuto anni prima in alcune start up e ora impegnato in un settore per lui sconosciuto, la formazione aziendale. Nasce “Il Rock in Azienda”: ancora una volta la musica forza la realtà e si impone come elemento centrale di una nuova opportunità: Paolo e Max Panìco divengono il binomio imprenditoriale che porta in tour la musica, come ispirazione per le organizzazioni aziendali in cerca di un nuovo strumento di crescita umana e professionale per dipendenti e forze vendita.

“È un pezzo nuovo della mia esperienza. Scopi e valori sono invece la costante che rimane a reggere ogni forma di rapporto. Come quello che mi lega a Compagnia delle Opere Insubria”. Anche la vita di associazione entra a far parte della quotidianità di Paolo: stimoli sempre, ma analogie continue con il percorso fin lì costruito. “Un artista dal suo manager vuole contatti e progetti. È simile per gli associati, che alla loro Associazione chiedono di contribuire allo sviluppo dell’imprenditore più che dell’impresa, alla crescita personale indispensabile per capire il contesto nel quale ci si muove e si opera”. Paolo lo definisce “circuito di emozioni”, quel virtuoso ecosistema fatto di persone con buone qualità relazionali, quel contesto umano connotato da una sana disponibilità e attitudine al confronto aperto e libero. Dove ritrovarsi sempre con serietà intellettuale, senza eccessiva seriosità dei modi e degli atteggiamenti.

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