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Intervista ad Alberto Fugazza

INDOVINA CHI | Intervista ad Alberto Fugazza, manager e imprenditore

LA RELAZIONE È L’INGREDIENTE DEL SUCCESSO

“Cosa significa centralità della persona? Ci sono tante definizioni e ancor più implicazioni”. Alberto Fugazza non ha formule o ricette segrete: condivide il risultato delle molte esperienze, che gli permettono oggi di essere nello stesso tempo manager e imprenditore. Due ruoli a volte complementari, alcune altre divergenti per responsabilità e attitudini, che fanno da sintesi all’esperienza umana e professionale che Alberto assomma e che sempre lo hanno posto innanzitutto di fronte alla gestione delle persone. “Le relazioni sono il cemento per il lavoro. In ogni fase della vita professionale divengono l’elemento fondamentale per costruire contesti di successo”. La vita e la carriera di Alberto sono costellati di esempi pratici e di aneddoti unici, che divengono storie da condividere e mettere a profitto. Sia in azienda, dove riveste il ruolo di membro del consiglio di amministrazione di Cogo Bilance, sia in Granaria, l’associazione che monitora l’andamento dei prezzi sulla città di Milano di circa 200 prodotti della filiera cerealicola.

L’amministratore delegato di un’azienda fuori ragione Lombardia, da anni partecipa alla riunione settimanale del martedì a Milano. Il punto è che più della rilevazione dei prezzi, ciò che conta è parlare con le persone e vedere come interagiscono. Questo è il vero valore che offriamo agli associati”. È un’applicazione pratica di quello che sembra diventato il mantra del moderno management del capitale umano, in cui i volti, le parole, le competenze e le esperienze costituiscono la linea guida lungo la quale costruire il successo, concetto non più solamente economico, ma anche filosofico, strettamente intessuto nei propositi e nelle mission di marchio. Ed è su questo paradigma che Alberto ha imperniato il corso della sua vita personale e professionale. “La routine mi stanca e l’innovazione mi attrae”: i motori del cambiamento e della curiosità garantiscono prestazioni vincenti solo se si è in grado di farli girare nei circuiti delle relazioni personali.

Dopo 20 anni in ambito commerciale e marketing, Alberto nel 2006 affronta la sfida imprenditoriale, subentrando in un centro di consulenza e di analisi di laboratorio per il settore food. “Ho portato quello che l’esperienza manageriale precedente mi lasciava in dote: analisi strategica del business e gestione”. 150 nuovi clienti, fatturato in crescita e vendita a un gruppo internazionale: possono essere degli ottimi parametri per valutare il successo. Ma la verità sta nelle pieghe di questi risultati, dove le relazioni con le persone sono l’ingrediente principale.

Il confronto delle esperienze, lo scambio continuo di conoscenza e l’approfondimento delle prerogative specifiche dei ruoli di manager e imprenditore rappresentano la sfida che Alberto vede e coglie in Compagnia delle Opere Insubria. “Ci sono due momenti che connotano la mia vita umana e lavorativa: pre e durante l’Associazione”. È in questo percorso che Alberto mette a punto la provocazione che oggi caratterizza il suo modo di essere e definisce ciò che intende per centralità della persona. “Se ti lamenti, sei in parte consapevole di cosa vuoi e di cosa manca. Devi anche sapere che puoi essere tu a produrre il cambiamento”. Non è più tempo per stare sempre sulle proprie e non esporsi con idee e valori. Le aziende, come le associazioni, hanno bisogno di capitale umano capace di vedere le opportunità di miglioramento e di generare le attività necessarie e compierlo. Solo questa mentalità riporta le organizzazioni umane e produttive al centro delle transizioni epocali, che l’industria e l’economia propongono a cicli consecutivi. Solo con questa attitudine ispirata da manager e imprenditori capaci e attenti si possono scrivere storie di successo per le comunità e i loro territori.

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