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Intervista ad Andrea Azzimonti

INDOVINA CHI | Intervista ad Andrea Azzimonti, Roda

VIVERE INTENSAMENTE IL REALE

“Guardare, ascoltare, capire che le imperfezioni degli altri sono specchio delle nostre”. Non è un’astratta formula dispensata su un manuale per la motivazione personale e di gruppo: per Andrea è la regola appresa in tanti anni di lavoro e oggi alla base delle sue responsabilità manageriali e imprenditoriali in Roda, l’azienda che dal lago di Varese porta nel mondo i suoi progetti d’arredo per esterni. È una sorta di Kintsugi – l’antica arte giapponese di riparare i vasi ricomponendo i cocci con polveri d’oro e d’argento, così che ad ogni rottura corrisponda una crescita di valore – applicata alla vita d’azienda.

Il percorso umano e professionale di Andrea ha i tratti delle belle storie, ricche di slanci, ottimismo e morali, a cui lui appena accenna, per dare maggiore enfasi alle applicazioni pratiche e agli insegnamenti concreti, che oggi definiscono il suo stile di gestione e le sue convinzioni. “Quando i valori diventano utopici si trasformano in una specie di violenza verso se stessi, che assoggetta e costringe le persone, impedendo loro di esprimere il potenziale”. Alla base del pensiero, Andrea pone la convinzione che il lavoro sia la dimensione che determina la persona, non per il job title ma per la dedizione e la passione espresse. È così che l’essere figlio di un fruttivendolo si trasforma da una remora in un’opportunità, capace di valorizzare l’identità personale e di porla al centro del ruolo ricoperto nell’impresa. Ed è la stessa convinzione che nel 2015 gli permette di affiancare al suo ruolo manageriale una partecipazione azionaria in Roda e di vivere una compromissione ancora maggiore con l’azienda, con il prodotto e il mercato.

“Era un’eccezione che un’impresa famigliare si aprisse ad un esterno, ma l’intelligenza e la visione della famiglia Pompa lo hanno reso possibile. Oggi che siamo un gruppo, il modello partecipativo viene replicato, identificando le persone che vogliano coinvolgere se stesse fino in fondo con l’azienda”. Innovazione dei modelli, condivisione, lavoro come valore portante dell’esistenza e miglioramento costante attraverso la formazione continua sono i valori alla base della concezione di Andrea. Gli stessi che cementano la sua presenza in Compagnia delle Opere Insubria, il luogo dove esperienza ed amicizia trovano una nuova sfida. “Se in azienda occupo una posizione che mi concede potere di decisione, in Associazione devo ricercare confronto, consenso e approvazione”: un allenamento continuo alla capacità di relazione e di coinvolgimento, che ha trovato applicazione pratica nella presenza ricorrente Comitato Esecutivo, nel Consiglio Direttivo e nella partecipazione operativa ad Oltre l’Impresa, l’appuntamento, l’incontro annuale in cui gli associati hanno l’opportunità di confrontarsi e apprendere su temi centrali per la crescita dell’imprenditore.

Il prossimo futuro ci porrà di fronte alla necessita di rimediare alla spaccatura tra ideali e numeri, una di quelle che dovremo ricomporre con le polveri d’oro e d’argento, per non assistere alla perdita del valore più grande, del desiderio che ogni scenario esprime, in particolare con la voce dei giovani che entrano nel mondo del lavoro: il benessere della socialità.

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