Intervista ad Edoardo Giacometti

INDOVINA CHI | Intervista ad Edoardo Giacometti, Amministratore Elastotecnica Distribuzione

GIOVANI, NON RAGAZZI

“Non ho bisogno che mi venga detto cosa fare. Ho bisogno di capire perché serve lavorare in un determinato modo”. Il primo insegnamento che Edoardo ha appreso dall’improvvisa necessità di condurre l’azienda di famiglia è che lavorare e produrre non significa gestire. Nel 2022 manca improvvisamente suo padre, fondatore di Elastotecnica Distribuzione a Varedo (MB), l’azienda che tratta plastiche ed elastomeri per lavorazioni su disegni meccanici. Il campo è tecnico, la competenza specifica, lo sviluppo tecnologico rapido. Edoardo e suo fratello di tre anni più grande hanno terminato gli studi e già da qualche anno si sono calati nel mondo del lavoro. “La mia fortuna è stata incontrare un mentore come Alessio Ronchi, a capo di un’azienda a conduzione famigliare, che mi accoglie e mi trasferisce un metodo”. Mai avrebbe pensato di dover applicare in così breve tempo e in prima persona tutto ciò che vedeva. Elastotecnica Distribuzione è una manifattura consolidata, sia come linee di produzione sia come portfolio clienti. La perdita del padre che ne è anima e radice avrebbe potuto essere uno tsunami.

“Abbiamo puntato tutto sui rapporti personali diretti con la maggior parte dei clienti. Nessuno ci ha lasciati. I collaboratori hanno fatto quadrato. Compagnia delle Opere Insubria è stata un luogo di domande e di risposte, di collaborazione attiva”. Semmai il pregiudizio nei confronti della loro giovane età e della fresca esperienza da imprenditori lo percepiscono nei nuovi contatti: alcuni non si fidano, molti non si trovano a trattare con quei due…giovani. Come se l’anagrafica fosse un parametro che definisce l’intelligenza, la responsabilità, il senso concreto delle cose e dei valori. “Le aziende sono persone, non solo strutture organizzative. Spesso abbiamo sentito il dubbio da parte dei nostri interlocutori riguardo la nostra capacità di tenere fede agli ordini, di essere rigorosi nella gestione”. Edoardo e Federico hanno le spalle larghe: decidono di innovare puntando su marketing e comunicazione, presenza digitale e sviluppo di prodotti propri. Non proprio una visione tradizionale del B2B, ma sono forti della visione sul mondo che i loro 30 anni gli permette di avere, vedendo le consuetudini come limiti da riconsiderare.

Reattività nella risposta alle richieste dei clienti e del mercato, quando si evidenzia un’opportunità: è un’attitudine nel DNA delle nuove generazioni, sempre pronte a trasformare contenuti e idee in task operative. Umanità nei rapporti, emozioni e relazioni al centro del business: un diverso modo di intendere il lavoro, con il recupero della componente centrale della persona. Trasparenza all’interno di ogni processo come strumento per produrre efficienza e nessuna perdita di tempo: un diverso modo di gestire processi e attività sia interne all’azienda sia proiettate al mercato.

“Mi posso fidare: è l’atteggiamento a cui ho ispirato il mio modo di intendere la vita in azienda”. È l’atteggiamento disincantato verso il mondo, dove si privilegia la rete di relazioni rispetto alla convenienza e al semplice profitto. È il modo che i giovani provano ad insegnarci, a volte anche attraverso il loro silenzio pieno di incomprensione per le logiche solamente utilitaristiche che muovono oggi il mondo del lavoro. La transizione generazionale porta con sé questa grande opportunità di ritrovare un occhio più attento al mestiere, come ambito di espressione personale oltre che professionale. Edoardo la rappresenta, la vive, la racconta con il suo essere giovane imprenditore. Qualcosa di diverso dal ragazzo che ha dovuto lasciarsi rapidamente alle spalle, mantenendone però l’ispirazione e l’intelligenza che rendono la nuova generazione la più grande risorsa sulla

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