Intervista ad Edvige Zambrano

INDOVINA CHI | Intervista ad Edvige Zambrano, HR e Admin Manager K.IN.G. Company

SOFTWARE HUMAN HOUSE

3 momenti cruciali, 2 persone fondamentali. A volte lo sforzo di fare sintesi, anche in maniera estrema, ci consente di mettere a fuoco ciò che davvero conta, incide e fa la differenza nel corso di una vita o nel mezzo di una circostanza. Edvige Zambrano, HR e Admin Manager K.IN.G. Company Srl, fa di questa abilità il suo modo di essere, pragmatico senza rinunciare al calore emotivo, lucido nell’analisi pur mantenendo centrale l’aspetto valoriale, che la ispira e la indirizza. Respira l’aria e vive le atmosfere dell’impresa di famiglia fin da bambina e questo sembra farla crescere con una predisposizione a cogliere l’attimo per esporsi a scelte importanti, in quelle curve della vita a cui nessuno può sottrarsi.

“Ho una formazione naturalistica in scienze biologiche, ma prima di laurearmi ho capito che la mia vita professionale avrebbe preso un’altra piega”.

Se oggi Edvige è socio con competenze amministrative e di valorizzazione del capitale umano in K.IN.G. Company, software house per lo sviluppo di progetti personalizzati per le aziende e la consulenza, il percorso che la conduce fino a qui è ancorato a 3 momenti di fondamentale importanza, collegati a due persone – suo fratello e suo marito – come anticipato in apertura.

1996: agli studi di biologia affianca il primo lavoro, nell’impresa di ristorazione del fratello. Prima lavora al banco e dopo poco è già in amministrazione nell’attività di impiantistica per ristoranti e bar. 2002: il marito fonda K.IN.G. Company, lei diventa mamma per la prima volta e la proposta di affiancarlo in azienda sempre con competenze amministrative è irrinunciabile. “Sono sempre stata una dipendente, ma ho sempre sentito l’azienda un po’ mia,”.

Pragmaticità e flessibilità: due doti a cui deve attingere a piene mani 11 anni dopo. Rimane vedova ed eredita la quota del marito. Vendere agli altri soci o impegnarsi in prima persona? Prevale il senso di responsabilità e l’affetto nei confronti dei 23 dipendenti – oggi 40, che Edvige chiama “i miei ragazzi”. Diventa socia e porta in azienda le sue convinzioni e i suoi metodi.

“Ho praticato lo smartworking dal 2006, prima che si chiamasse così!”. In K.IN.G. Company i dipendenti si autoregolano e organizzano il proprio lavoro alternando lavoro da remoto e presenza in ufficio. “Una volta al mese abbiamo deciso che ci troviamo tutti nella sede di Cardano al Campo, perché ci regaliamo un momento comune in cui sentirci azienda e non solo professionisti impiegati in un’organizzazione”. Alla base di tutto un altro valore per lei irrinunciabile: il rispetto.

Per la collaborazione fondamentale nella logica di progetto tecnologico su misura per le aziende, per le competenze proprie e altrui in continuo aggiornamento, per la comunità di lavoro in cui una maggioranza di giovani tra i 22 e i 32 anni trova una propria identità. “I ragazzi di oggi sono fantastici. Devono saper gestire gli stimoli e le influenze del mondo intero, che l’innovazione e i social media portano nei loro occhi ad ogni istante. Sono bravissimi nel farlo e se a volte qualcuno sbanda, quella fragilità va letta e capita come una conseguenza non eliminabile della complessità che si trovano ad affrontare”.

Tecnologia, competenze STEM, confronto continuo con l’AI, è questa la realtà quotidiana di una miriade di software house. Quello che Edvige e i suoi soci di K.IN.G. Company hanno scelto per sé è di aggiungere nella pratica una potente dose di umanità, che migliora l’atmosfera aziendale, che genera sintonie e quindi idee, che divengono valore aggiunto per i clienti. Con una convinzione assoluta: al principio e alla fine c’è sempre il fattore umano, che tiene in equilibrio qualsiasi equazione, che scompagina le certezze degli algoritmi, che produce una plusvalenza difficile la riportare a bilancio. Si chiama bene comune.

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