La formazione a coinvolgimento attivo

ANTENNA | Articolo "La formazione a coinvolgimento attivo"

Il lato umano in azienda fa sempre più la differenza per orientare all’innovazione

I modelli formativi frontali – ovverosia quelli che prevedono un’aula in presenza o online – stanno ripensando le proprie logiche. L’obiettivo è unico, qualunque sia l’argomento: andare oltre la semplice trasmissione di informazioni e permettere ai partecipanti di vivere e interiorizzare le competenze in modo diretto e significativo. Per gli imprenditori valorizzare le qualità dei collaboratori diviene un elemento cruciale di successo, perché ottimizza l’organizzazione interna e di filiera, rende più efficienti i processi e consente opportunità di sviluppo, che sono garantite solo dal sentirsi parte attiva di un progetto e di un’identità umana e produttiva.

La sfida formativa si gioca su tre elementi principali: la creazione di percorsi esperienziali che permettano di applicare le competenze richieste, la simulazione di situazioni critiche in un ambiente psicologicamente protetto, il coinvolgimento attivo degli individui attraverso una maggiore comprensione, non solo cognitiva ma anche emozionale. Questo approccio ha un presupposto indispensabile: acquisire la consapevolezza di voler puntare sul lato umano dell’impresa. Di tutte le transizioni, questa è la più rilevante sia dal punto di vista etico, sia sociale: si parla di “people transformation” e pensare di attuarla in azienda significa ripensare il ruolo che le imprese hanno nei territori e più in grande nella società. Significa anche intendere le persone come vero capitale umano e investire per permettere loro di dare il meglio, nel ruolo più adatto dove le loro competenza e attitudini possano applicarsi ed esprimersi con più immediata evidenza e forza.

La formazione deve immaginare nuovi percorsi e strumenti per creare connessioni significative – ponti tra competenze personali e professionalizzanti quali la comunicazione, la gestione dei conflitti, la negoziazione, l’autoconsapevolezza, la creatività – utili a promuovere l’orientamento all’innovazione e ai cambiamenti positivi e duraturi. Le associazioni devono svolgere un ruolo di rilievo all’interno di questo processo. Si può scegliere di diventare il classico hub di servizi camuffato da associazione oppure valorizzare il senso associativo, confermando la propria identità nel captare segnali e tendenze, analizzarli e renderli ai propri associati attraverso stimoli e spunti, che possano poi essere sviluppati con partner specifici in base alle esigenze. Ancora e sempre ispirati, coinvolti e “trasformati” da quell’innovazione che somiglia tanto a una tradizione venuta bene.

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