Antonello Sanna, Amministratore Delegato Solutions Capital Management SIM, attivo nei mercati finanziari europei, gestisce una società che disegna profili di investimento particolarmente adatti a chi vuole sostenere idee, aziende e persone di valore. La logica dell’utilità sociale, della creazione di benessere e di opportunità, ha preso il posto del prodotto finanziario fine a sé stesso: così ha aperto relazioni e porte con alcune eccellenze manifatturiere PMI, supportandone la necessità di investire e di raccogliere capitali di sviluppo.
Quando tanti anni fa ho lasciato Banca della Rete dopo esserne stato uno dei suoi manager nei diversi passaggi da Generali a Telecom e infine al Gruppo Sara, per dare vita a HPS, ho precorso i tempi delle moderne start up e ho raccolto 2,5 milioni di euro tra amici e loro conoscenti.
Soprattutto nella provincia di Bergamo, ho trovato la disponibilità di alcuni imprenditori a finanziare l’idea di chi intendeva intraprendere un percorso d’impresa. È segno di una mentalità e di un’attitudine che oggi stanno tornando a manifestarsi, tanto da definire un vero e proprio trend. Qualche anno fa con la mia attuale società ho nuovamente esplorato in prima persona un’opportunità, rispetto alla quale ero scettico e che invece mi ha portato sorprese e risultati positivi: la quotazione sul listino delle PMI alla Borsa di Francoforte.
Anche in questo caso, la qualità dell’idea e l’immagine della piccola media impresa italiana hanno beneficiato di una visione estremamente positiva che il mercato tedesco ha della nostra impresa, in particolare quando ha dimensioni ridotte. Le ragioni sono semplici: sui mercati esteri è chiara in maniera assoluta la qualità che in particolare le manifatture italiane sanno mantenere nelle loro produzioni. Ad esempio, l’industria delle valvole trova nel distretto di Piacenza una sua eccellenza, che non verrà mai superata dalle meccaniche asiatiche, perché conta su esperienza, tecnologia e conoscenza dei campi di applicazione che definiscono delle proposizioni di valore uniche. Per questa tipologia di aziende – e quante in tanti e diversi settori godono della stessa percezione! – la possibilità di raccogliere capitali da altri imprenditori, attraverso i listini borsistici dedicati oppure da società come la mia, sono alte e solide. Così come, guardando il tutto dall’altro punto di vista, imprenditori che dispongono di capitali derivanti dai profitti dell’attività o dalla sua vendita, possono trovare opportunità di investimenti meno finanziari e più legati alla produzione e all’economia reale.
Nella decisione di uscire dalla massificazione che le grandi banche tendono a imporre, l’investimento assume un valore quasi sociale e trova due parametri, che sono impossibili da inserire all’interno di qualunque prodotto finanziario: l’utilità, il servire davvero a qualcuno capace di generare benessere e ricchezza diffusi sul territorio di riferimento, e la reputazione personale dell’imprenditore che prende il sopravvento su quella dell’azienda. Si entra in un circuito virtuoso tra “prodotto” e necessità dell’investitore, una sorta di human touch che permette all’imprenditore di riconoscere un suo simile, di misurarlo in base a parametri sicuramente economici e di possibilità di rendimento, ma di credere in un’idea e nella sua capacità di svilupparsi, di rafforzarsi o di nascere.
È una possibilità di cui non sempre gli imprenditori della PMI sembrano accorgersi e prendere nella debita considerazione. È un motore di internazionalizzazione, che non impone di guardare ai lontanissimi mercati asiatici o d’oltreoceano, ma di trovare sinergie commerciali e risorse economiche all’interno dell’Europa, dove dalle aree continentali a quelle mediterranee il “made in italy” sta cambiando pelle: sempre eccellenza data dalla qualità delle lavorazioni, ma anche garanzia nei tempi di consegna, precisione nel coinvolgimento di filiere sostenibili e certificate.
È l’Italia che cambia nel segno della sua tradizione più vera, che rende concrete opportunità a cui applicare severe governance e sistemi di gestione avanzati. Raccogliere capitali da altri imprenditori e trasformarli in risorse di nuovo sviluppo permette al tessuto connettivo economico del Paese e dei territori di rigenerarsi continuamente e di esprimere potenzialità, che mettono a sistema la conoscenza e la tradizione imprenditoriale, tipiche di alcune aree.








