fbpx

>

LA SFIDA POSSIBILE

ANTENNA | Articolo "La sfida possibile"

Persone e tecnologie rappresentano l’opportunità di vivere il cambiamento e non subirlo

Negli ultimi 25 anni, il mondo si è trovato nuovamente a fare i conti con un paradosso. Le persone, che per millenni hanno proceduto spedite nella propria evoluzione culturale, si sono trovate ad inseguire la tecnologia, non più a svilupparla quale strumento utile a risolvere specifiche necessità. Questa, nel sentire di molti, ha assunto la forma di un’entità che auto-genera soluzioni, la cui applicazione impone mutamenti e transizioni non volute e difficili da applicare al proprio contesto.

Il senso di dover rincorrere il proprio futuro anziché immaginarlo crea una sensazione di inadeguatezza, allarga le divisioni tra chi possiede conoscenze utili a interpretare il cambiamento e chi rimane smarrito difronte ai nuovi paradigmi e all’oscuro dei parametri per poter continuare ad esistere. A tutto questo bisogna aggiungere la velocità, la scarsità di tempo utile per comprendere, scegliere e decidere, ancora una volta dettata da un ansiogeno paradosso, nel quale gli imprenditori non sembrano poter più raggiungere e sopravanzare le transizioni in atto.

Le imprese sono tradizionalmente comunità di produzione, che si aggregano intorno alla conoscenza e alla sua applicazione pratica. Sapere perché e come un prodotto e un servizio debbano prendere corpo è il cuore dell’impresa, insieme al saperlo realizzare, mettendo a sistema le capacità manifatturiere e l’intelligenza umana con agli strumenti necessari per farlo al meglio, con più efficienza, efficacia e sicurezza. Persone e tecnologia rappresentano da sempre il fattore competitivo per la crescita, lo sviluppo e il cambiamento delle aziende. Oggi però, l’accelerazione riguardo l’automazione dei processi, l’applicazione delle intelligenze artificiali, la simulazione all’interno di contesti di realtà virtuale e aumentata, fino all’irrompere del metaverso e all’internet delle cose, più che uno sviluppo virtuoso sembra essere una conseguenza subita. La tecnologia corre verso una meta, che è sempre più complesso intuire, spesso spaventevole più per il ritmo imposto che per la direzione intrapresa.

“A volte ho la sensazione di essere solo al mondo. Altre volte ne sono sicuro”. L’aforisma di Charles Bukowsky, poeta maledetto della modernità occidentale, è quasi il motto scolpito nella pietra da molti imprenditori, che si trovano ad affrontare una sfida fatta di tante, forse troppe, variabili da considerare e capire. Le associazioni possono essere determinanti per colmare il gap di conoscenza e la difficoltà a fare chiarezza sulle trasformazioni, che stanno cambiando il mondo del lavoro e dell’impresa.

I temi che prendono grande rilevanza si intrecciano in maniera fitta e rimandano a nuove relazioni, che bisogna essere in grado di intendere e poi perseguire. Per fare un esempio: i giovani sono i depositari delle attitudini e del sapere necessari. Attirarli e trattenerli in azienda comporta un diverso modo d’approcciare la selezione ispirato alla consapevolezza di una scelta è reciproca. È fondamentale progettare la formazione continua, perché qualunque scuola e università provvede ad una formazione che esaurisce la sua carica innovativa in un paio di anni.

Serve focalizzare la propria attenzione di imprenditori sul perché si lavori e su quali percorsi umani e professionali si immaginano per le persone dell’azienda. È necessario compiere lo sforzo per adeguare i processi, le filiere e le attività, investendo in innovazione tecnologica e di sistema, con nuove modalità e approcci che rispondano a criteri ESG. L’impresa diviene un organismo via via più complesso e le associazioni devono trasformarsi nell’ecosistema capace di fornire loro stimoli, che la lungimiranza e l’intuito tipici degli imprenditori trasformino in strumenti, scelte e soluzioni. La sfida è ardua, ma l’entusiasmo che genera arde, illumina e riscalda l’immediato futuro.

Condividi su:    

CATEGORIE

ULTIME NEWS

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SEGUICI SU