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MITI DA SFATARE E “PRETESE” DA RAZIONALIZZARE

Scoperti i 5 preziosi consigli utili per selezionare i collaboratori “giusti” in questo secondo articolo di approfondimento sul tema parleremo di professionalità e di quanto essa sia determinante nella scelta del personale.

Il processo di selezione infatti dipende per l’80% dalle tecniche adottate e solo per il 20% è legato alla sensibilità e alle abilità relazionali del reclutatore.
Ciò che fa davvero la differenza è l’applicazione più fedele possibile della metodologia standard e solo successivamente entrano in gioco le valutazioni personali, l’intuito e l’esperienza.

Di seguito alcuni principi fondamentali da tenere a mente:

  • La perfezione non è di questo mondo.
  • Una precisa funzione del colloquio è quella di farsi un quadro di quell’”investimento” necessario per assumere una nuova persona, comprensivo delle attività formative che si rendono eventualmente necessarie perché un neoassunto vada rapidamente a regime, prevenendo possibili complicazioni che potrebbero insorgere.

Per certi versi, è possibile paragonare il colloquio agli esami clinici che un cardiochirurgo dispone prima di intervenire su un paziente.

Capiamo perché.
Enfatizzare un concetto significa caricarlo di rilievo, evidenziandolo con le parole, con il tono della voce, con la mimica o con i gesti. Propriamente l’enfasi è una figura retorica utilizzata da oratori e scrittori ma che appartiene anche al nostro modo di esprimerci e di pensare.
L’enfasi è quella sottolineatura che ci porta ad esempio a dire: “Tu sì che sei un amico”, anziché semplicemente “Sei un amico”. Oppure “Non lo farei per tutto l’oro del mondo”, piuttosto che “Non lo farei mai”.

Nella vita di tutti i giorni, negli affetti, nei discorsi, nelle riflessioni e nelle idee ci sono cose su cui mettiamo particolare enfasi. Dipende dalle nostre convinzioni. Talvolta però le convinzioni si traducono in pretese.

Nella ricerca del personale l’enfasi che vizia l’atteggiamento di molti imprenditori è “Trovare il candidato ideale”. Dove ideale non corrisponde a “il migliore possibile” ma equivale a “perfetto”, come se la perfezione fosse di questo mondo.

Talvolta il concetto di candidato ideale non è neppure troppo astratto: per l’imprenditore è un “clone” di sé stesso o di un collaboratore che, per limiti di età o altro, non è più nei ranghi dell’azienda e va sostituito.
In questi casi il processo di selezione diventa una sorta di ricerca della pietra filosofale, la magica – ma purtroppo inesistente sostanza – capace di trasformare qualsiasi materia in oro.

A proposito di pretese, nelle culture aziendali è radicata l’idea che basti impartire delle direttive perché un neoassunto, per il solo fatto di esserci e di venire regolarmente pagato, risolva tutti i problemi che una mansione e un ruolo comportano all’interno di un’organizzazione, senza necessità di alcun intervento di supporto e di accompagnamento da parte dell’azienda.
È un po’ come se un cardiochirurgo, una volta trapiantato un cuore, si disinteressasse del decorso post-operatorio e omettesse i controlli periodici e i trattamenti intensivi che il caso specifico richiede. 

Vi ricordiamo che tutto verrà approfondito nell’evento sul colloquio di selezione dal titolo, organizzato insieme a ONE4, Trova il candidato giusto: tips and tricks per la gestione di un colloquio che si svolgerà il prossimo 14 Maggio, dalle 11.00 alle 13.00, presso il Best Western Cavalieri della Corona di Cardano al Campo (VA).

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