Gli scenari ESG richiedono agli imprenditori una nuova modalità decisionale
A luglio di quest’anno, in un primo articolo sugli ESG chiudevamo dicendo: “L’essere Associazione, in questi momenti, rivela l’importanza di non essere in viaggio da soli, di poter vivere di #relazioneinazione, di condividere esperienze e pensieri, di immaginare insieme la direzione”.
A distanza di qualche mese riprendiamo queste parole per sottoscrivere l’impegno ad esplorare il tema degli ESG, centrale sia per disegnare il futuro delle aziende sia per accedere alle risorse necessarie ad attuarlo. L’urgenza è crescente perché la tecnologia sta andando più veloce di quanto le imprese possano fare e sta realizzando una sorta di ingegneria sociale, che se non compresa per tempo rischia di trascinare invece che indirizzare. La domanda legittima è cosa c’entri a questo punto l’innovazione tecnologica con ambiente, responsabilità sociale e sistemi di gestione. C’entra nella misura in cui determina una trasformazione dell’intero ecosistema aziendale, dai processi di produzione, alla ricerca e formazione del personale più adatto ad integrarsi, alle analisi dei mercati o alla velocità di risposta per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
Se da un lato si sente spesso parlare di flessibilità come human skill indispensabile ai tempi della complessità, sempre poco si tratta di immaginazione applicata concretamente alle capacità decisionali. Questa caratteristica tipica dell’imprenditore è oggi messa a durissima prova dalle numerose variabili che entrano in gioco per leggere le situazioni. Intuito e intelligenza sono sempre una solida premessa, ma la cultura che deriva dagli ESG diventa uno strumento di approfondimento, di analisi e di valutazione indispensabile da avere nella propria galleria. Già definirla cultura e non paradigma oppure parametro è il modo per segnare una differenza fondamentale e vincente. L’insieme di valori che sottendono agli ESG è un impianto strategico, etico e pragmatico per immaginare quale sia il futuro migliore che si vuole realizzare per la propria attività, ben oltre la narrazione mediatica che viene fatta da chi ha interesse a leggere i contesti secondo specifici obiettivi.
Gli ESG possono divenire una griglia di validazione decisionale nel momento in cui diventiamo capaci di sintetizzare pensiero critico ed emergente. «What if»: che cosa accade se. Non è un gioco per dimostrare la propria creatività ma un potente strumento che disciplina la visione di scenario e mette a disposizione di tutti – dall’economia alla geopolitica – un nuovo approccio, che anche noi intendiamo esplorare. Come Associazione sentiamo il dovere di affiancare gli imprenditori nel capire e nel formarsi al meglio. Ipotizzare scenari diversi, mettere in discussione quelle che oggi appaiono certezze assolute, ma che l’innovazione può rapidamente trasformare in opzioni da interpretare e adattare al proprio contesto, è un esercizio che bisogna affinare quanto meno per abituarsi a valutare quali elementi incidano sul contesto. Per ciascuna variabile che cambia, l’impatto ha una progressione geometrica sulle decisioni che la contemplano o che ne derivano.
Questione di attitudine da formare e di conoscenza da educare.

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